Riflessioni bioetiche sul suicidio medicalmente assistito

30 luglio 2019

In data odierna è stato pubblicato sul sito del Comitato Nazionale per la Bioetica alla pagina http://bioetica.governo.it/it/documenti/pareri-e-risposte/riflessioni-bioetiche-sul-suicidio-medicalmente-assistito/ il parere “Riflessioni bioetiche sul suicidio medicalmente assistito”, approvato nel corso della Plenaria del 18 luglio 2019.

Il Comitato affronta il tema dell’aiuto al suicidio a seguito dell’ordinanza n. 207/2018 della Corte Costituzionale, la quale è intervenuta sulla questione, sollevata dalla Corte di Assise di Milano (ordinanza 14 febbraio 2018), in merito al caso di Marco Cappato e alla sospetta illegittimità costituzionale dell’art. 580 del codice penale. Il parere, pur intervenendo sulla ordinanza in modo specifico e inquadrandola nel contesto normativo dell’ordinamento italiano, affronta il tema del suicidio assistito sul piano generale.

Il documento si sofferma in particolare sul significato dell’aiuto al suicidio assistito, sulle sue modalità di attuazione, su analogie e differenze con l’eutanasia e sui temi etici più rilevanti e delicati attinenti alla richiesta di suicidio assistito: l’espressione di volontà della persona; i valori professionali del medico e degli operatori sanitari; l’argomento del pendio scivoloso; le cure palliative. Ognuno di questi temi è analizzato in modo dialettico, dando spazio e ascolto alle tesi ora favorevoli ora contrarie. Da questo confronto sono emerse differenti opinioni, delineate nel documento.

Alcuni membri del CNB sono contrari alla legittimazione, sia etica che giuridica, del suicidio medicalmente assistito, e convergono nel ritenere che la difesa della vita umana debba essere affermata come un principio essenziale in bioetica, quale che sia la fondazione filosofica e/o religiosa di tale valore, che il compito inderogabile del medico sia l’assoluto rispetto della vita dei pazienti e che l’‘agevolare la morte’ segni una trasformazione inaccettabile del paradigma del “curare e prendersi cura”.

Altri membri del CNB sono favorevoli sul piano morale e giuridico alla legalizzazione del suicidio medicalmente assistito sul presupposto che il valore della tutela della vita vada bilanciato con altri beni costituzionalmente rilevanti, quali l’autodeterminazione del paziente. Un bilanciamento che deve tenere in particolare conto le condizioni e procedure che siano di reale garanzia per la persona malata e per il medico.

Altri ancora sottolineano come non si dia una immediata traducibilità dall’ambito morale a quello giuridico. Inoltre, evidenziano i concreti rischi di un pendio scivoloso a cui condurrebbe, nell’attuale realtà sanitaria italiana, una scelta di depenalizzazione o di legalizzazione del c. d. suicidio medicalmente assistito modellata sulla falsariga di quelle effettuate da alcuni Paesi europei.

Malgrado queste divergenti posizioni, il Comitato è pervenuto alla formulazione di alcune raccomandazioni condivise, auspicando innanzi tutto che in qualunque sede avvenga - ivi compresa quella parlamentare - il dibattito sull’aiuto medicalizzato al suicidio si sviluppi nel pieno rispetto di tutte le opinioni al riguardo, ma anche con la dovuta attenzione alle problematiche morali, deontologiche e giuridiche costituzionali che esso solleva e col dovuto approfondimento che una tematica così lacerante per la coscienza umana esige. Il Comitato raccomanda, inoltre, l’impegno di fornire cure adeguate ai malati inguaribili in condizione di sofferenza; chiede che sia documentata all’interno del rapporto di cura un’adeguata informazione data al paziente in merito alle possibilità di cure e palliazione; ritiene indispensabile che sia fatto ogni sforzo  per implementare l’informazione  ai cittadini e ai professionisti della sanità delle disposizioni normative riguardanti l’accesso alle cure palliative; auspica che venga promossa una ampia partecipazione dei cittadini alla discussione etica e giuridica sul tema e che vengano promosse la ricerca scientifica biomedica e psicosociale e la formazione bioetica degli operatori sanitari in questo campo.

Sono state redatte tre postille, pubblicate contestualmente al parere. La prima del prof. Francesco D’Agostino per spiegare le ragioni del voto negativo dato al parere; le altre della prof. Assunta Morresi e del prof. Maurizio Mori, che pur avendo approvato il documento, hanno voluto precisare le proprie motivazioni di dissenso su alcuni temi trattati.

Il documento è stato redatto dai proff. L. d’Avack (presidente) e da S. Canestrari, C. Casonato, A. Da Re, L. Palazzani.

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