Dichiarazione sul problema penitenziario

17 gennaio 2003

Testo integrale

Le preoccupazioni ampiamente condivise e autorevolmente rimarcate circa l'attuale situazione penitenziaria impongono alcuni rilievi di carattere bioetico.
Il quadro obiettivo risulta di gravissimo disagio, come indicano un tasso di suicidi in carcere quasi venti volte superiore al tasso nazionale e un numero impressionante di condotte autolesionistiche; resta anche la percezione, in molti casi, del ricorso da parte di detenuti a sostanze stupefacenti.
La stessa garanzia immediata della salute dei reclusi appare messa in discussione, come hanno evidenziato i responsabili della sanità penitenziaria: il che richiede la messa a disposizione di risorse adeguate.
Il sovraffollamento in quanto tale, del resto, ostacola in maniera drastica la garanzia effettiva dei diritti umani riconosciuti ai detenuti dalla Costituzione e dall'ordinamento penitenziario, rendendo pletorici i riferimenti al trattamento e all'impegno rieducativo. Da questo punto di vista va constatata, altresì, la carenza drammatica nel numero degli educatori e delle altre figure che fanno capo ai servizi sociali dipendenti dal Ministero della Giustizia.
Né può trascurarsi di segnalare la necessità di un'attenta riflessione sul fatto che la popolazione penitenziaria risulti ormai comprensiva nella sua quasi totalità di individui caratterizzati da condizioni specifiche di grave disagio sociale (si pensi ai tassi elevatissimi di c.d. extracomunitari e di tossicodipendenti), condizioni delle quali è doveroso farsi carico anche pensando a percorsi sanzionatori nuovi.
Alla luce di queste considerazioni il CNB sottolinea
• che la tutela della salute degli individui sottoposti a restrizioni della libertà personale in strutture penitenziare è preciso dovere morale oltre che giuridico dei pubblici poteri;
• che la condanna a pena detentiva non deve implicare una compromissione dei diritti umani fondamentali che ecceda quanto strettamente connesso al provvedimento legalmente applicato;
• che rispetto alla situazione venutasi contingentemente a creare di marcato sovraffollamento penitenziario sono necessari provvedimenti urgenti, motivati da un'esigenza insopprimibile di salvaguardia della salute e della dignità dei reclusi;
• che in rapporto ai problemi strutturali dell'esecuzione penale penitenziaria è auspicabile l'approfondimento finalizzato all'introduzione di pene principali non detentive, finora assenti - tranne ciò che riguarda lo spazio molto modesto della mera pena pecuniaria e taluni provvedimenti dei giudici speciali - dall'ordinamento giuridico italiano.

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