Mozione sulla compravendita di ovociti

13 luglio 2007

Testo integrale

La cessione di ovociti a fini procreativi e di ricerca scientifica è un fenomeno in continua espansione in numerosi Paesi.
I media internazionali e la stampa italiana, riportando notizie in merito, sono ricorsi a ossimori come “donazioni a pagamento”, o a formule velate di ambiguità come “fini puramente altruistici”. L’uso di questo tipo di linguaggio rivela una profonda ambiguità nel dibattito corrente, aumentando la confusione fra rimborso spese e indennità, e non consente una corretta comprensione dei fatti e delle loro implicazioni e conseguenze.
Tenuto conto della situazione suddetta, assolvendo alle sue finalità istituzionali, il Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB) ritiene di dovere esprimere in merito le seguenti considerazioni etiche.
1. Il CNB ricorda come il principio della non commerciabilità del corpo umano, nella sua integralità come anche nelle sue singole parti, costituisca un principio etico e giuridico fondamentale, ribadito in modo inequivocabile nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (2000), nella Convenzione di Oviedo sulla biomedicina (1997) e nella Dichiarazione universale dell’UNESCO sul genoma umano e i diritti dell’uomo (1997), ove, in particolare, il genoma umano è qualificato “in senso simbolico, patrimonio comune dell’umanità”.
2. E’ convinzione del CNB che la cessione degli ovociti umani a scopo di profitto risulti lesiva della dignità della donna, pregiudicandone anche l’integrità psico-fisica, tenda inevitabilmente a ridurne l’effettivo esercizio della libertà di scelta, alteri i delicati equilibri dell’alleanza terapeutica tra medico e paziente, costituisca una grave forma di abuso dello stato di necessità in cui si trovano i soggetti più deboli, per motivi economici o per età.
3. Per i motivi anzidetti, è convinzione del CNB che debba essere costantemente ribadito il divieto di ogni commercializzazione del corpo umano e di ogni sua parte, sia in forma diretta, attraverso atti di compravendita, che in forma indiretta attraverso indennità o rimborsi non giustificati.
4. Il CNB auspica che le autorità sanitarie competenti attivino idonei strumenti di informazione e di formazione dell’opinione pubblica, per renderla consapevole dell’esistenza di un incremento del traffico di ovociti a scopo di profitto, e dei rischi collegati e conseguenti per la salute della donna.
Sui nuovi problemi suscitati dalla necessità di disporre di un congruo numero di gameti, in particolare femminili, per fini di ricerca scientifica e su quali possano essere le modalità eticamente non problematiche della loro acquisizione e del loro utilizzo, il Cnb si riserva di redigere un documento ampio e articolato in cui affronterà dettagliatamente le relative tematiche.
Il CNB si impegna ad affrontare ed approfondire i temi non trattati nella presente mozione, in particolare: donazione di ovociti, uso di ovociti per ricerca, rimborso spese e incentivi (ed eventuali altri argomenti correlati) in un documento elaborato in un gruppo di lavoro.

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