Mozione sulle medicine e pratiche non convenzionali

23 aprile 2004

Testo integrale

Il Comitato Nazionale per la Bioetica (CNB) ha esaminato sulla base di una relazione predisposta da un’apposita Commissione interna, la proposta di legge sulle “medicine e pratiche non convenzionali” nel testo unificato elaborato dalla Commissione
XII Affari Sociali della Camera.
2. Il CNB, che ha già approvato un documento intitolati Scopi, limiti e rischi della medicina (14 dicembre 2001) al quale si rinvia per alcune più puntuali argomentazioni, sta
attualmente esaminando il complesso e grave problema delle “medicine non convenzionali”, non può esimersi dal rilevare come la proposta di legge in questione dia per scontati numerosi nodi concettuali particolarmente complessi e di evidente rilievo bioetico e prospetti soluzioni e provvedimenti gravidi di conseguenze nel prossimo futuro.
3. Il CNB rileva che nell’art. 1 della p.d.l. viene affermato un principio quanto mai discutibile qual è quello del “pluralismo scientifico”. Se per pluralismo scientifico si intende
la contemporanea presenza di più scienze concernenti un medesimo oggetto – ad esempio, la presenza di più chimiche organiche o di più fisiche – il pluralismo scientifico
non esiste e non è mai esistito. Una delle caratteristiche fondamentali del sapere scientifico è la sua costante tendenza all’unificazione delle sue varie parti e a dare una
visione unitaria della realtà. Alla luce di queste considerazioni epistemologiche non si vede quindi in che modo il pluralismo scientifico possa costituire un fattore essenziale per il
progresso della scienza e dell’arte medica.
4. Il CNB sottolinea come nella p.d.l. si confonda il pluralismo scientifico o con il pluralismo delle “visioni del mondo” (il quale costituisce certamente un fattore di avanzamento culturale e sociale), o con la presenza, nell’ambito di una medesima
scienza, di una pluralità di teorie che mirano tutte a risolvere un certo ordine di problemi.
5. Il CNB rileva che se l’autonomia del paziente nella scelta terapeutica rappresenta certamente un valore fondamentale universalmente riconosciuto dalla bioetica, e se la
libertà della ricerca scientifica va in ogni caso salvaguardata, la libertà di cura tuttavia non può prescindere dalle conoscenze scientifiche acquisite e convalidate, senza le quali non
è possibile tutelare adeguatamente la salute del paziente garantendone l'informazione ai fini del consenso.
6. Il CNB è preoccupato della proposta di istituire a) insegnamenti accademici e corsi di formazione nelle Università statali e non statali di “medicine e pratiche non
convenzionali”, b) di inserire la materie di insegnamento relative alle medicine e alle pratiche non convenzionali, nei corsi di laurea di Medicina, di Odontoiatria, di Farmacia, di
Medicina Veterinaria, di Scienze Biologiche e di Chimica, c) di accreditare come società e associazioni “scientifiche” le società e le associazioni di riferimento delle professioni
sanitarie non convenzionali, d) di modificare la composizione del Consiglio Superiore di Sanità inserendo, fra i suoi componenti sei rappresentanti delle medicine e pratiche non
convenzionali. 
7. Infine il CNB ritiene del tutto ingiustificata l’istituzione della qualifica di “esperto” per gli indirizzi previsti nell’art. 6 della p.d.l. e l’istituzione prevista dall’art. 21 di professioni
sanitarie non convenzionali.

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