Considerazioni bioetiche sullo scambio involontario di embrioni

11 luglio 2014

Abstract

Testo integrale

La vicenda posta all’attenzione del CNB è quella dello scambio di embrioni all’ospedale Pertini di Roma dove gli embrioni di una coppia, ottenuti attraverso un percorso di fecondazione omologa, sono stati impiantati per errore nell’utero di un’altra
donna, che, insieme al marito, si era a sua volta sottoposta ad un analogo trattamento, e sta - al momento in cui si scrive questo documento - portando avanti una gravidanza
gemellare.
A fronte di questo grave evento avverso, che suscita problemi dal punto di vista umano, etico e giuridico, la Regione Lazio ha chiesto in data 6 maggio 2014 al CNB di formulare un parere (si veda lettera allegata).
Il CNB non entra nel caso concreto per quanto concerne gli errori tecnici, ma esamina sul piano generale i profili bioetici e biogiuridici emergenti.
Vengono avanzate alcune osservazioni preliminari sulla genitorialità e filiazione nel contesto dell’ordinamento giuridico vigente in Italia.
Segue un’articolata riflessione sugli argomenti a favore delle figure genitoriali coinvolte (madre gestante, madre genetica, padre genetico, padre sociale o legale) e sebbene alcuni componenti del CNB ritengano prevalente una linea argomentativa rispetto all’altra per ragioni etiche e/o per ragioni giuridiche ed evidenzino talune criticità rispetto alla linea contrapposta, ognuno riconosce le ragioni e le motivazioni degli altri.
Pertanto, il Comitato ritiene in questa vicenda di scambio involontario di embrioni di non esprimere una ‘preferenza’ bioetica in merito alla prevalenza delle une o delle
altre possibili figure genitoriali nella consapevolezza che qualsiasi sia la situazione in cui i bambini cresceranno, il dilemma etico resterà aperto. Si aggiunga l’unanime
consapevolezza del carattere drammatico e tragico, delle vicende che qui vengono analizzate e della sofferenza umana che esse attivano.
Tuttavia il Comitato, muovendo dalla prospettiva dell’interesse dei futuri nati, i protagonisti più deboli della vicenda, avanza alcune raccomandazioni: a) il diritto dei nati ad avere due figure genitoriali certe di riferimento; b) la necessità che tali vicende siano affrontate con sollecitudine, in tempi in grado di consentire ai bambini condizioni familiari adeguate per una equilibrata e serena crescita; c) l’auspicio etico che sia
accantonata la logica stringente dei diritti in competizione e che le famiglie coinvolte siano in grado di accedere alla dimensione della responsabilità e della solidarietà nei
confronti dei nati, anche con la garanzia giuridica di non esclusione (es. diritto di visita); d) il diritto delle coppie a conoscere l’errore e dei nati di conoscere le proprie
origini (modalità di concepimento e di gestazione), attraverso una consulenza e un sostegno appropriati; e) l’incremento, con norme efficaci, delle procedure di sicurezza con protocolli specifici, al fine di evitare errori.

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