Accertamento della morte secondo il criterio cardiocircolatorio e ‘donazione controllata’: aspetti etici e giuridici

9 dicembre 2021

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Il Comitato ritorna sul tema dell’accertamento della morte e della donazione di organi per trapianto, per rispondere ad una richiesta di chiarificazione degli aspetti bioetici emergenti, pervenuta dalla Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI), dal Centro Nazionale Trapianti (CNT) e dalla Società Italiana Trapianti d’Organo (SITO), allegata al parere.

Il documento tratta il problema dell’accertamento di morte secondo il criterio cardiocircolatorio e della “donazione controllata” che riguarda i pazienti che muoiono nelle strutture sanitarie in terapia intensiva, per i quali la morte è successiva alla limitazione dei trattamenti e alla sospensione dei trattamenti, per constatata inefficacia e non proporzionalità dal punto di vista dell’esito clinico o per decisione del paziente (rifiuto o rinuncia). Il CNB elabora questa riflessione nel quadro dei principi eticamente rilevanti del rispetto della dignità del morente, del corpo della persona defunta, della partecipazione al dolore dei familiari del defunto, della solidarietà verso persone gravemente ammalate e in attesa di trapianto.

Il parere sottolinea alcuni requisiti etici per la donazione “controllata” a cuore fermo: la necessità della dichiarazione di morte accertata secondo criteri validati dalla comunità scientifica per garantire la “dead donor rule”; la conservazione dei tempi di attesa dopo l’arresto cardiaco, 20 minuti, già definiti dalla legge, ritenuta una normativa garantista, in merito alla certezza della dichiarazione di morte; la necessaria indipendenza tra l’équipe medica che effettua la sospensione dei trattamenti e l’équipe della donazione a fini di trapianto; la rilevanza del servizio di bioetica clinica o di un comitato etico al momento della identificazione dei casi di ostinazione irragionevole delle cure e della indipendenza tra sospensione dei trattamenti e donazione, nella misura possibile dati i tempi ristretti; l’indipendenza tra l’équipe medica che accerta la morte e l’équipe medica che espianta gli organi; la rilevanza che le procedure antecedenti all’accertamento della morte siano finalizzate esclusivamente a preservare gli organi in vista della donazione, senza causare danno o sofferenza nel morente e senza anticiparne la morte, e siano oggetto di informazione; l’importanza della informazione ai cittadini (con l’implementazione della Legge n° 91/1999) e della informazione ai familiari, con modalità rispettose dei tempi e della situazione. Data la complessità organizzativa il Comitato sottolinea l’importanza bioetica che vi sia un unico modello operativo con un coordinamento dell’autorità competente, che la comunicazione con i familiari avvenga in modo da essere di reale supporto per scelte consapevoli e che l’informazione ai cittadini sia trasparente.

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