Etica, sport e doping

25 marzo 2010

Abstract

Testo integrale

Il CNB affronta la questione del doping con un sintetico inquadramento generale dell’etica dello sport. Dopo una definizione preliminare dello sport e un riferimento ai recenti sviluppi sociali della professionalizzazione, il documento mette in evidenza i valori costitutivi di tale attività pratica, identificati nell’impegno personale ad esprimere le capacità dell’atleta e la lealtà e correttezza nella competizione. Il doping costituisce un disvalore proprio perché altera tali condizioni: consente di raggiungere risultati anche a prescindere dall’impegno attivo, introduce un ingiusto e scorretto vantaggio nella competizione, oltre a produrre un danno alla salute psico-fisica dell’atleta con anche ripercussioni negative sul piano sociale. L’inaccettabilità del doping fa parte di un sentire comune nella società, in quanto viola le regole costitutive dello sport sul piano individuale e relazionale modificando il senso stesso dello sport che diviene ricerca del successo fine a sé.
Il Comitato si confronta con le argomentazioni di chi si dichiara favorevole alla liberalizzazione del doping, per verificarne la consistenza. Ma, anche chi ritiene che l’autonomia sia un valore da salvaguardare in riferimento alla pratica sportiva (se non altro per evitare la clandestinità del fenomeno, raccogliere dati epidemiologici attendibili, sottoporre gli atleti a controlli medici nell’assunzione delle sostanze dopanti), non accetta eticamente il doping in quanto provocherebbe un ‘danno agli altri’, inducendo al doping anche chi non ne faceva uso per non essere esclusi dalla competizione, elevando i costi sociali sanitari a causa dei danni alla salute che aumenterebbero inevitabilmente, togliendo significato allo sport anche nell’immagine collettiva.
Il Parere affronta inoltre alcune problematiche specifiche che si pongono in relazione alla ricerca farmacologica con l’uso di sostanze che curano malattie per scopi non terapeutici, o l’uso di terapie in assenza di patologie e i casi di possesso negli atleti di una costituzione genetica che introduce un fattore di vantaggio ‘naturale’ nella competizione. Si tratta di temi specifici che si inseriscono nell’ambito delle problematiche bioetiche generali che riguardano la salute e la malattia, il miglioramento e le possibili applicazioni della ricerca farmacologica.
L’auspicio finale del CNB si rivolge all’incremento e al miglioramento del controllo del doping e all’impegno sul piano educativo, soprattutto rivolto agli adolescenti che risultano soggetti maggiormente vulnerabili.

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